Ddl Ecorati, alcune firme del giornalismo italiano: "approvare subito la legge senza modifiche"


Siamo giornalisti che negli ultimi anni hanno raccontato attraverso articoli e video reportage il dramma della Terra dei Fuochi. Un lavoro che abbiamo svolto con passione e grande partecipazione intraprendendolo come un contributo professionale e personale per impedire che i veleni inquinino ancora la nostra terra. In questi anni abbiamo visto gli eco criminali farla franca troppe volte. Processi gravi, con imputati colpevoli di traffico illecito di rifiuto o di aver sversato volutamente i veleni nelle terre della Campania, finiti in prescrizione. Criminali in giacca e cravatta - per lo più - cavarsela con una banale sanzione amministrativa. Chi ha inquinato non ha mai pagato davvero. Questo perchè nel nostro paese la legislazione sui reati ambientali è assolutamente insufficiente. Abbiamo visto indagini minuziose delle procure finire in un nulla di fatto per uno strumento normativo inadeguato. Da troppo tempo il parlamento italiano si rimpalla l'approvazione del disegno di legge sugli ecoreati. Un provvedimento che pensiamo sia indispensabile per dare un impulso decisivo alla lotta alle ecomafie ed agli ecocriminali di ogni sorta. Da mesi e mesi i passaggi istituzionali si susseguono con continui rimpalli. Dopo l'approvazione in Senato e l'inserimento all'ordine del giorno dei lavori della Camera dei Deputati eravamo fiduciosi su un'approvazione definitiva del disegno di legge. Invece il provvedimento è stato rispedito al Senato grazie ad un emendamento presentato dal governo. Un ennesimo rallentamento che non fa altro che giovare ai devastatori dell'ambiente ed a chi mette a rischio la salute dei cittadini. Come giornalisti e giornaliste vorremmo scongiurare di trovarci ancora una volta a dover raccontare quello che con tristezza abbia constatato in questi anni: chi inquina non paga. Per questo facciamo appello alle forze parlamentari per approvare in tempi rapidi e certi il disegno di legge sugli ecoreati senza alcuna modifica che possa indebolire il provvedimento. Ci uniamo all'indignazione espressa dai movimenti e dalle associazioni ambientaliste che in questi giorni hanno protestato contro il governo per i ritardi accumulati. Siamo certi che in questo paese chi inquina deve pagare. Siamo anche coscienti che gli amici degli ecocriminali si annidano ovunque. E' tempo di battere un colpo per rendere chiaro da che parte si sta.
 

Gaia Bozza, Pino Ciciola, Amalia De Simone, Stefania Divertito, Vincenzo Iurillo, Cristina Liguori, Giuseppe Manzo, Angela Marino, Antonio Musella, Enrico Nocera, Ciro Pellegrino, Nello Trocchia, Alessio Viscardi

Pubblicato il08 maggio 2015