Ddl ecoreati: Legambiente e Libera lanciano un appello ai senatori di M5S e Sel


Lettera aperta ai senatori del Movimento Cinque Stelle e di Sinistra Ecologia e Libertà 

Egregie Senatrici ed egregi Senatori,

ci rivolgiamo direttamente a voi con questa nostra lettera aperta, per due ragioni specifiche: il vostro ruolo fondamentale nella definizione del disegno di legge sugli ecoreati, grazie alle proposte da voi presentate alla Camera, confluite insieme a quella del Pd in un testo unificato; la vostra forte attenzione, che condividiamo, al tema dell’air gun e dei suoi gravissimi impatti ambientali, attenzione e sensibilità che vi hanno indotto a votare al Senato gli emendamenti presentati al riguardo da Forza Italia. Le due esigenze, approvare quanto prima i delitti ambientali e bloccare l’uso dell’air gun con lo strumento del codice penale, sono entrate, purtroppo, palesemente in conflitto, non per vostra responsabilità. E martedì 19 maggio rischiano di determinare l’ennesimo rinvio. Oppure indurre il governo a porre, come già annunciato, il voto di fiducia su un provvedimento già approvato dai due rami del Parlamento con
larghissime maggioranze, anche grazie ai vostri voti. Quello che vi chiediamo pubblicamente è di evitare entrambi gli scenari, annunciando che non voterete in aula tutti gli emendamenti presentati, a partire da quelli di Forza Italia e Gal. 

In questi lunghi anni di attesa, ben 21 dalla prima proposta di inserimento degli ecoreati nel Codice penale, tanti disastri ambientali e danni alla salute dei cittadini sono rimasti purtroppo senza colpevoli. Questa legge è quindi una riforma di civiltà che permette finalmente di colmare un vuoto normativo all’interno del quale hanno sguazzato le ecomafie e la parte più corrotta e spregiudicata dell'industria italiana.

Per questo le nostre due associazioni hanno promosso l’appello “In nome del popolo inquinato” che è stato sottoscritto da altre 23 sigle associative di cittadini, studenti, medici e di categoria. Ci sono voluti però in questa legislatura ancora due anni di discussione e ben tre approvazioni parlamentari, tra Camera e Senato; anni segnati da una buona disposizione a chiudere con successo questa vicenda, ma anche da numerose e incomprensibili vicissitudini. E così siamo arrivati ora al quarto passaggio parlamentare e al voto in aula previsto per martedì prossimo, atteso con ansia da milioni di cittadini che non ne possono più di illegalità ambientali impunite e processi finiti nel nulla, da Porto Marghera al caso Eternit alla brutta storia di Bussi. In questi due anni abbiamo assistito anche a tentativi di insabbiamento fatti in modo più o meno subdolo, soprattutto da parte di quelle forze politiche che anche pubblicamente si sono schierate contro questo provvedimento (basti pensare ad esempio al voto contrario di Forza Italia esercitato negli ultimi due passaggi parlamentari, prima al Senato e poi alla Camera). Il caso più evidente di questa modalità operativa è stato, appunto, l’ormai noto emendamento sul divieto dell’uso dell’air gun, promosso da Forza Italia al Senato e approvato anche grazie ai voti di tutte le opposizioni, ma cancellato nel recente passaggio alla Camera con emendamenti soppressivi presentati da deputati dello stesso partito. È del tutto evidente che l’operazione ha il solo scopo di alimentare un estenuante ping pong della legge fra Camera e Senato, finalizzato ad affossare il provvedimento. Con un paradosso evidente, e una strumentalità quasi sfacciata, proprio chi è contrario al provvedimento sugli ecoreati e ha sistematicamente votato contro, come Forza Italia, veste ora i panni del paladino dell’ambiente. Comprendiamo e condividiamo, come già accennato, le vostre ragioni e quelle di chi in altri gruppi parlamentari, dal Pd al Gruppo Misto, si è schierato contro l’air gun e chiediamo con forza al governo e alla maggioranza che lo sostiene di fare propri gli ordini del giorno presentati in materia al Senato, come è già avvenuto alla Camera, ma vi preghiamo di evitare che una sacrosanta battaglia politica per affrontare e risolvere i danni prodotti da questa tecnologia sia di fatto strumentalizzata da di chi vuole solo affossare l’introduzione dei delitti ambientali nel Codice penale. Gli emendamenti sul tema dell’air gun sono vere e proprie “polpette avvelenate” sul percorso verso l’approvazione definitiva degli ecoreati. Qualsiasi modifica oggi di quel provvedimento, anche la più condivisibile, significherebbe rimandare per altri vent'anni questa riforma, significherebbe rassegnarsi all’impunità ambientale.

Siamo ormai a pochi metri dal traguardo e facciamo appello alla vostra sensibilità sul tema per fare in modo che tutti gli emendamenti presentati in aula vengano bocciati. Il solo modo di approvare questa legge è licenziarla così com’è, senza cambiare neanche una virgola.

Sul tema dell’air gun si dovrà costringere il governo a normare una volta per tutte e in modo stringente questa tecnica attraverso tutti gli strumenti a disposizione (dagli ordini del giorno da votare in aula anche al Senato al prossimo recepimento della direttiva off shore) o magari percorrendo altre strade (un disegno di legge ad hoc o una proposta di legge di iniziativa parlamentare che potrebbe partire dai territori più coinvolti dal rischio di nuove trivellazioni). Ma non si utilizzi per questo la legge sugli ecoreati, condannandola più di quanto non sia già accaduto finora, ad un estenuante balletto parlamentare. Visti i numeri del Senato, il destino del disegno di legge e la domanda di giustizia che viene dalle popolazioni che vivono nella Terra dei fuochi, a Taranto, a Gela, a Pitelli, a Bussi, nella Valle del Sacco, a Priolo e nelle altre aree d’Italia ferite dagli sfregi ambientali è davvero nelle vostre mani. Siamo certi che non vi farete sfuggire l’occasione di approvare una legge storica per un Paese più pulito, più giusto e più civile.

 

Cordialmente
Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente
Enrico Fontana, coordinatore nazionale di Libera

Pubblicato il18 maggio 2015