IL TRAM TRENO DELLA PIANA: un progetto di territorio sostenibile


di Luigi Pingitore (Resp. Mobilità e Aree urbane di Legambiente Toscana)

Innanzitutto, credo sia utile spendere qualche parola sulla natura e sulla modalità di lavoro di Labmob - Laboratorio per la mobilità sostenibile della Piana. Con questa denominazione si identifica un gruppo di lavoro, composto da tecnici ed esperti di varia estrazione, che si sono costituiti intorno all’idea-progetto Tram Treno della Piana. Approfitto, dunque, dell’occasione per ringraziare Metropoli che ha incoraggiato questo gruppo e ha messo a disposizione strutture e risorse umane affinché questa idea-progetto prendesse forma.

Labmob ha iniziato a lavorare operativamente a fine marzo. Sono stati 4 mesi di volontariato fatto di riunioni, sopralluoghi, approfondimenti vari. Credo perciò di poter dire a nome di tutto il gruppo e, in particolare, del coordinatore Piero Baronti, che abbiamo fatto un lavoro di analisi e di prospettiva interessanti. Con altrettanta convinzione penso che Labmob non finirà qui: si arricchirà di altri soggetti qualificati e continuerà nell’approfondimento del Tram Treno della Piana.

Detto questo, vorrei però cogliere il punto della nostra azione. Intanto, questo lavoro noi lo mettiamo a disposizione della comunità, delle forze politiche e di tutti quei soggetti che, come noi, vogliono uno sviluppo armonico della Piana. Uno sviluppo cioè che riesca a dare un ruolo fondamentale alle infrastrutture sostenibili per la mobilità collettiva, quale via per elevare la qualità urbana e la coesione socio-economica dell’area metropolitana fiorentina. Dopodiché deve essere chiaro che il contributo progettuale su cui ci siamo concentrati ha tre diverse finalità. Da una parte, mira a costituire un pezzo del tanto annunciato servizio ferroviario metropolitano, nel momento stesso in cui va a innestarsi sui binari esistenti che portano alla Stazione di Santa Maria Novella. Dall’altra, contribuisce a connettere e valorizzare i luoghi nevralgici del Parco della Piana, acquisendo una funzione di trasporto più lenta (qual è appunto quella tipica del tram) e, quindi, riuscendo ad ammagliare nodi, reti e poli di relazione. Infine, vuole costituire un primo livello di ragionamento in vista del nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali europei, i quali potranno essere la leva pubblica di risorse per realizzare la stessa infrastruttura. Ma per ottenere ciò è importante partire per tempo. Arrivare “pronti” agli appuntamenti, quando si discute di investimenti, ma anche quando si discute di quale futuro vogliamo per il trasporto pubblico e della qualità dei nostri territori.

L’auspicio è ad esempio che, tra qualche anno, il Tram Treno della Piana possa costituire, analogamente a quanto sta accadendo per Scandicci, il motore di rigenerazione del centro di Campi Bisenzio.

SCOPRI L'IDEA PROGETTO e i componenti del gruppo lavoro di Labmob!



PROFILI DI LABMOB – LABORATORIO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE DELLA PIANA

Piero Baronti (coord.), impegnato nell'associazionismo ambientalista fin dalla fine degli anni ‘70. Nel 1984 è stato fra i promotori a livello nazionale del Movimento Verde (allora chiamato Liste Verdi). Per diversi anni, consulente dei gruppi parlamentari Verdi della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Segretario regionale prima (dal 1994) e Presidente regionale poi (dal 2000 al 2011) di Legambiente, di cui attualmente ricopre incarichi regionali e nazionali. Nel 2008 ha coordinato il comitato a favore della tramvia di Firenze.

Francesco Alberti, architetto, è ricercatore e docente di Progettazione Urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Firenze. Nelle sue attività professionali e di studio si è occupato in particolare del rapporto tra infrastrutture della mobilità sostenibile e contesto urbano. Su questo tema ha partecipato a convegni nazionali e internazionali e ha pubblicato numerosi saggi e articoli, nonché il volume “Progettare la mobilità” (Edifir, 2009)

Francesco Ballerini, 33 anni, ingegnere libero professionista, laureato presso la Facoltà d’Ingegneria di Firenze con una tesi in progettazione urbanistico-edilizia in contesti complessi. L'attività professionale lo ha portato ad ampliare le proprie potenzialità e conoscenze approfondendo le tematiche specifiche dei progetti di sistemi di trasporto in sede propria.

Federico Mazzoni, 57 anni, ingegnere civile. Vive e lavora a Prato con lo Studio Barili & Mazzoni Associati. Dal 1999 ricopre il ruolo di Presidente dell'Automobile Club Prato, da sempre impegnato nel dibattito sulle infrastrutture a livello metropolitano. Dal 2010 è Presidente della Edilizia Pubblica Pratese.

Luigi Pingitore, architetto, ha conseguito il diploma di master in Management della città e del territorio. E’ stato docente a contratto all’Università di Firenze. Ha un’ampia esperienza nella promozione e gestione di programmi di rigenerazione urbana. Ha all’attivo pubblicazioni e partecipazioni a convegni. È project manager della EPSUS. È Segretario e membro di redazione di INU Toscana. È il responsabile Mobilità e Aree urbane di Legambiente Toscana.

Pubblicato il27 luglio 2012