FLASH MOB MAL'ARIA 2012


L’emergenza smog è una realtà quotidiana: ogni giorno milioni di marmitte sputano veleni micidiali per la salute. Mal’Aria, la storica campagna di Legambiente sull’inquinamento atmosferico, rileva in particolare come il 2012 si sia aperto con una conferma eclatante degli elevati livelli di PM10 nell’aria delle città capoluogo della Toscana.

 

Gli ambientalisti chiedono misure concrete ed urgenti contro l’inquinamento da traffico, e le lenzuola di Mal’aria offrono un potente megafono. Ne è esempio il flash mob “per il diritto ad un respiro più pulito” di stamani in Piazza San Marco a Firenze. La piazza, luogo scelto per il flash mob poiché snodo centrale degli autobus fiorentini, è diventata invivibile a causa dell'eccessivo inquinamento. Alle ore 11:00 un fischio ha innescato un attacco di tosse ed una quarantina di dimostranti hanno indossato la mascherina antismog e si sono sdraiati a terra, immobili per due minuti. Fra i manifestanti anche una decina di disabili della compagnia teatrale “Isole Comprese”. Al secondo fischio sono stati srotolati striscioni di Legambiente che contenevano la scritta: "Ci avete rotto i polmoni!", "basta smog!". Lo scopo della performance è la sensibilizzazione al tema dell'inquinamento atmosferico.

 

A seguito del flash mob si è svolta una conferenza stampa alla presenza del Presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza e del responsabile del gruppo teatrale “Isole Comprese” Alessandro Fantechi, in cui sono stati presentati in anteprima i dati delle città toscane e affrontate tutte le tematiche relative alla campagna Mal'aria 2012.

 

«Quante automobili in più invaderanno le città toscane a seguito degli annunciati tagli dei treni per i pendolari? – si domanda Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – La crisi non può giustificare la scomparsa del trasporto pubblico locale, men che meno quello su rotaia. In Toscana nel 2011 i tagli al servizio ferroviario sono stati del -3,3%, con un aumento del costo del biglietto di +1,5%. Anche se siamo consapevoli che non esistono ricette miracolistiche, siamo convinti che il buonsenso ci dovrebbe suggerire una particolare attenzione alla mobilità dolce (ciclopedonale, sostenibile, basata su nuovi criteri di accessibilità urbana e su nuovi e più sobri stili di vita). Per questo chiediamo con forza – continua Fausto Ferruzza – più coraggio nelle politiche per la mobilità nella nostra regione!».

 

«Partecipare insieme a Legambiente Toscana al Flash Mob a favore di una migliore qualità della vita nelle nostre città è una cosa che facciamo con piacere.  - dichiara Alessandro Fantechi, responsabile del gruppo teatrale Isole Comprese - Ci occupiamo da anni di Teatro Sociale e cioè di quel teatro che intende restituire alla diversità parola e cittadinanza. La questione di che cosa è la salute pubblica e di cosa si intende per "migliorare la vita" è una cosa che ci riguarda intimamente anche come "artisti sociali"».

 

Nel 2011 sono stati tre i capoluoghi di provincia toscani che hanno superato il bonus di 35 giorni previsti per legge (limite giornaliero di protezione per la salute umana del PM10 di 50 µg/m3, secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d'occhio”(dati disponibili e diffusi sui siti delle Arpa Regionali). Firenze si posiziona al 40° posto nella classifica (centralina di Ponte alle Mosse con 59 giorni di superamento). Fuorilegge anche Pisa al 48° posto (centralina Borghetto con 44 giorni di superamento) Prato al 52° con 43 giorni di superamento nella centralina di via Roma. Osservando con attenzione Firenze, ci accorgiamo che per gli sforamenti da PM10 il dato più alto è stato rilevato il 26 gennaio 2011 nella stazione di Firenze-Ponte alle Mosse dove il PM10 ha raggiunto i 146 μg/m3, tre volte più alto rispetto ai 50 μg/m3 consentiti dalla legge. Da sottolineare le 64 giornate di sforamento di PM10 a Montale (PT), località toscana che registra la quantità di giorni più alta per il superamento del limite consentito dalla legge. Il problema si dimostra grave anche nella piana lucchese dove la centralina di Capannori ha chiuso l'anno con 57 giorni  di sforamento. Ma se i numeri registrati sulla qualità dell'aria nelle città toscane nel 2011 risultano essere indubbiamente sconfortanti, anche il 2012 si apre come un anno decisamente critico. Dal sito Arpat emerge che nei primi giorni del 2012 e, precisamente aggiornati al 19 gennaio, siano già in maggioranza le giornate di superamento in quasi tutte le centraline delle città capoluogo toscane. Nella centralina di Ponte alle Mosse a Firenze si sono già registrati 11 giorni di superamento, 10 in quella di via Gramsci, 8 a Prato nella centralina di via Roma, 6 a Pisa (Borghetto), 6 a Pistoia nella centralina di via Signorelli.


La concentrazione nell’aria di biossido di azoto (NO2) costituisce, insieme al particolato fine e all’ozono, uno tra i maggiori problemi rilevati. Le emissioni di ossidi di azoto derivanti dai processi di combustione e, specialmente nei centri urbani, dal traffico automobilistico e dal riscaldamento domestico, nel corso degli ultimi anni, non hanno subito la riduzione che ha invece caratterizzato altre emissioni inquinanti. La media dei valori medi annuali, registrati dalle centraline urbane sul territorio comunale, dimostrano come Firenze piazzandosi al 2° posto nazionale (63,3), in negativo, non è riuscita a rispettare i limiti superando quello indicato dalla legge con un valore medio di 40 μg/m3. (dati Ecosistema Urbano 2011).

 

Dalle banche dati di ISPRA (Istituto per la protezione e ricerca ambientale - dati 2008) ricaviamo, inoltre, informazioni più dettagliate, per capire cosa succede nelle città e quali sono le fonti di emissione di inquinanti atmosferici più significativi a livello comunale. Per quanto riguarda il PM10, la fonte di emissione più rilevante è rappresentata dal trasporto su strada. Un’altra fonte molto influente è quella dei riscaldamenti, che in alcuni casi supera anche il contributo delle automobili, come ad esempio a Firenze. Risulta, infatti, che Firenze presenta un totale di emissioni complessive di PM10 di 667,55 di cui 36,02% trasporto su strada, 2,14% altri trasporti, 23,88% proveniente dall'industria, 37,35% dal riscaldamento. Per quanto riguarda le emissioni complessive di NOx a Firenze abbiamo: 4.651,07 totali, di cui 70,90% trasporto su strada, 4,70% altri trasporti, 7,33% industria e 17,01% riscaldamento.


Per quanto riguarda l'inquinamento acustico i limiti appena proposti sono di arrivare in due fasi diverse entro cinque anni dall'entrata in vigore dei limiti di 68 decibel per le auto e 78 per i camion, per una previsione di riduzione del rumore pari al 25%. Entrando in un dettaglio geografico maggiore, riportiamo i dati del Treno Verde di Legambiente. Nel 2011 tra le città peggiori in classifica risulta esserci anche Pisa dove, nonostante la presenza di piani di zonizzazione acustica per la tutela del territorio, sono presenti situazioni di evidente violazione dei limiti e dei piani d’intervento volti al risanamento. A Pisa in via Carlo Cattaneo, 11 (classe IV) nella data del 02/04/2011 si registrava un livello equivalente continuo diurno di 69,9 decibel e notturno di 65,3. Il giorno 03/04/2011 nella stessa zona (69,8 diurno e 65,9 notturno), il 04/04/2011(69,9 diurno e 64,5 notturno). Secondo il quadro fatto da ISPRA (Annuario dati ambientali 2011) le uniche regioni che sono quasi completamente in regola (approvazione classificazione acustica) sono le Marche e la Toscana (93,7% dei comuni, 96,7% della popolazione e 93,6% del territorio zonizzati).

 

Città italiane malate croniche di traffico e smog. Un problema mai affrontato radicalmente. Quando il livello d’inquinamento supera i limiti la risposta è sempre la stessa: blocchi del traffico che tamponano solo l'emergenza, ma nessun piano concreto che preveda una progressiva diminuzione del traffico privato. Occorre che gli enti locali promuovano finalmente la cosiddetta “mobilità dolce”, solo così potremo ottenere la riduzione di smog e rumore, in vista di un modello trasportistico più sobrio, equo e sostenibile.

 

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Pubblicato il23 gennaio 2012