AL VIA PENDOLARIA 2011


Pistoia, 19 Dicembre 2011 Comunicato Stampa AL VIA PENDOLARIA 2011: CONTINUA LA MOBILITAZIONE DI LEGAMBIENTE PER IL TRASPORTO SU FERRO, IL  POTENZIAMENTO DELLE LINEE FERROVIARIE E IL RILANCIO DELLA MOBILITÀ COLLETTIVA E SOSTENIBILE IN TOSCANA LEGAMBIENTE IN DIFESA DELLA STORICA  LINEA FERROVIARIA PORRETTANA  COME PATRIMONIO DA SALVARE E VALORIZZARE

Si profila una stagione di tagli e inevitabili incertezze che stopperanno gli investimenti sui nuovi treni. Vi è uno strabismo nel premiare i cantieri delle grandi opere a scapito della mobilità urbana e pendolare. Nell’ambito della campagna Pendolaria 2011 sono stati monitorati i tagli al servizio ferroviario e gli aumenti tariffari già realizzati in Toscana che appaiono assai rilevanti e che, purtroppo, senza un nuovo intervento, si aggraveranno nei prossimi mesi. Per questi motivi, Legambiente lancia una giornata di mobilitazione, il 19 Dicembre, per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e migliori servizi.

Difendere la storica ferrovia che collega Porretta Terme a Pistoia detta Porrettana, inaugurata da Vittorio Emanuele II nel 1864, ed impedirne le dismissioni è stato il tema della conferenza stampa di Legambiente Toscana di oggi, che ha visto la presenza del presidente regionale dell'associazione Fausto Ferruzza, del Presidente del circolo di Pistoia Antonio Sessa, del rappresentante del comitato Viva la Porrettana Viva Samuele Pesce, oltre ad alcuni sindaci dei comuni interessati dalla tratta ferroviaria.

La linea Porretta – Pistoia della lunghezza di 40 km, con un numero di 12 stazioni ed una velocità media di 40 km/ora, presenta non pochi problemi lamentati dai pendolari: primo fra tutti la possibilità di rischio chiusura. Trenitalia, infatti, ha ampiamente dimostrato di considerare questa linea, dal grande valore storico e architettonico, un ramo secco da tagliare.

Dallo scorso febbraio, nell'ambito dei tagli ai trasporti pubblici da parte del governo centrale e senza minimamente pensare di ridurre o tagliare gli sprechi, la Regione Toscana, senza che Provincia e Comune di Pistoia abbiano saputo opporsi, ha deciso che la storica Ferrovia Porrettana dovesse essere oggetto di una “rimodulazione”.

«Difendere la vecchia ferrovia Porrettana è per noi motivo di vertenza radicale. Una linea come questa, - afferma il presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza - oltre a dare misura plastica di cosa significhi oggi trasporto pubblico locale sostenibile, si traduce anche in qualità del presidio della montagna, in qualità dell'abitare e nell' esemplificazione di stili di vita più sobri e compatibili».

La Porrettana, dunque resta ancora un discorso chiuso? È quello che Legambiente domanda a Regione ed enti locali. Tutto tace, infatti, dal primo incontro convocato "per trovare una soluzione al problema".

Buona parte delle corse su ferrovia sono state sostituite dal servizio bus affidato a Copit (12 treni con 24 bus) che però, come era prevedibile, a causa delle condizioni difficili di traffico e in inverno del manto stradale, non garantisce la puntualità e questa rimodulazione, aggravata da orari assurdi e mancate coincidenze, da percorsi che hanno escluso alcuni centri si è tradotta in un effettivo taglio del 55%, causando così un crollo drastico dell’utenza. Situazione che costringe la gente ad andare in auto, con quel che ne consegue direttamente sul traffico e sull’inquinamento ambientale. Sorge anche il dubbio: perché allora si è voluto spendere soldi dei contribuenti sulla statale 66 per allargarne i tornanti quando i tempi di percorrenza sono rimasti sostanzialmente gli stessi? Non si poteva invece pensare d'indirizzare quei fondi per gli scali merci della Porrettana?

«La rimodulazione non è discutibile solo nel merito ma soprattutto nel metodo. La cosa che più ha fatto arrabbiare le persone è che si sia tagliato senza consultare nessuno – dichiara il presidente di Legambiente Pistoia Antonio Sessa – per capire le vere esigenze dei cittadini sulla mobilità Legambiente Pistoia ha,infatti, avanzato la proposta di un sondaggio a costi bassissimi con la collaborazione delle associazioni Pro Loco dei paesi lungo la linea ferroviaria».

La Ferrovia Porrettana, oltre ad essere la chiave della mobilità montana, è una delle più importanti risorse della montagna pistoiese e fornisce un servizio vitale al territorio.Tagliando la Porrettana si calpesteranno concetti fondamentali quali la mobilità sostenibile, il diritto allo studio, la sicurezza sui luoghi di lavoro, la lotta ai cambiamenti climatici. Per non parlare della ricaduta economica su una zona (già disagiata e messa a dura prova dalla recente crisi economica) che traeva linfa vitale da un bacino di turisti, di escursionisti, di bambini dei centri estivi, che vedranno un calo del 20% nel settore turistico proprio a causa dei tagli alle corse dei treni.

«Sono mesi che la situazione della Porrettana è insostenibile. Su Facebook e sul sito del "Comitato Viva la Porrettana Viva" si possono leggere innumerevoli segnalazioni di disservizi, ritardi e disagi. L’ultima novità riscontrata, i ritardi causati dallo slittamento dei treni in fase di ripartenza dalle stazioni, i binari sono troppo scivolosi dovuti al fatto che passano pochi convogli. Considerato tutto questo, ci si stupisce che i numeri dell’utenza sono bassi? Ma qualcuno non si domanda il perché? Crediamo che sia riduttivo continuare a discutere delle singole problematiche se non si colloca la questione in un quadro di problemi di trasporto pubblico che affliggono l’intera Provincia di Pistoia». E' quanto sostiene il rappresentante del “Comitato Viva la Porrettana Viva” Samuele Pesce.

Per info sul dossier di Pendolaria 2011 www.legambiente.it



Pubblicato il20 dicembre 2011