ECOSISTEMA URBANO IN TOSCANA, XXII EDIZIONE


 

ECOSISTEMA URBANO, XXII EDIZIONE

la ricerca di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani realizzata in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore

 

IN TOSCANA UNA MEDIA DA “CENTRO/CLASSIFICA”

 

bene per trasporto pubblico locale, isole pedonali, verde urbano e consumi idrici,allarme rosso invece per la produzione dei rifiuti urbani, consumi elettrici, perdite di rete,auto e motocicli circolanti ed incidentalità stradale, Le eco/performance migliori a livello nazionale: Siena per trasporto pubblico locale e Pisa per Pm10

 

Passano gli anni e poco cambia. Città ingessate, statiche e pigre anche in Toscana. Aree urbane che arrancano e faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile ed essere culle di una rigenerazione urbana capace di migliorare la qualità dei singoli e della comunità. I passi avanti fatti fino ad ora sono, infatti, troppo pochi: a parte qualche performance di primato nazionale, come nel caso di Siena (per le piccole città) che eccelle nel trasporto pubblico locale e Pisa (per le città medie) prima in positivo per abbattimento del PM10, o Massa 3° per KW installati di solare termico e fotovoltaico, le altre città toscane sono, infatti, quasi tutte posizionate a metà classifica o più in basso. Nel complesso abbiamo una buona presenza di isole pedonali, un buon trasporto pubblico nella domanda e nell'offerta, bassi consumi di acqua, ed una sufficiente qualità dell'aria ma ci sono ancora molti lati da migliorare quali l'allarme rosso per la produzione dei rifiuti, le dispersioni della rete idrica, i consumi energetici, l'elevato numero di motocicli circolanti e il tasso di incidentalità stradale. Pisa (36° nazionale) è prima a livello regionale, seguita da Firenze (43°), Livorno (52°) e Siena (65°). È quanto emerge dalla XXII di Ecosistema Urbano, la ricerca di Legambiente realizzata in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani.

 

Un quadro regionale senza infamia e senza lode, che ci obbliga a fare alcune considerazioni sui ritardi e le inadempienze delle nostre amministrazioni locali. La Toscana, specialmente sulla gestione integrata dei rifiuti e sulla prevenzione dell’inquinamento atmosferico può e deve fare molto di più!” – a dichiararlo è Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana.

 

Anche quest’anno, sono 18 gli indicatori selezionati per confrontare tra loro i 104 capoluoghi di provincia italiani. Tre indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre sulla gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso che ne fa la popolazione), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale, due sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili). In questa edizione sono due su diciotto gli indicatori selezionati per la classifica finale (incidenti stradali e consumi energetici domestici) che utilizzano dati pubblicati da Istat.

 

I risultati del rapporto in base alle città toscane:

I dati- Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, nel 2014, grazie anche a condizioni meteorologiche favorevoli alla dispersione degli inquinanti, mediamente, abbiamo una qualità dell'aria abbastanza sufficiente che vede anche un primato nazionale con Pisa prima per pm10 seguita da Grosseto che si posiziona settima. A metà classifica tutte le altre città. In negativo Firenze, invece, per NO2 con un poco felice 73° posto in classifica. Miglioramenti in generale per l'ozono.

 

Per la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti si registra un valore che fa posizione le città toscane al di sotto della media. Allarme rosso nell'indicatore inerente la produzione pro capite di rifiuti urbani che vede quasi tutte le città toscane, in negativo, a fine classifica e nello specifico Pisa (101°) con 796 kb/ab/a, seguita da Prato, Firenze, Lucca e Pistoia.

 

La media dei consumi idrici domestici resta sostanzialmente la stessa della passata edizione con in positivo al secondo e terzo posto nazionale di Pistoia e Prato. Tutte le altre città si trovano nella prima parte della classifica. Sale invece, in negativo, Grosseto tra le città nelle quali le perdite di rete sono superiori al 50% .

 

Le politiche di mobilità mostrano invece in Toscana un trasporto pubblico efficiente sia nella domanda che nell'offerta, con il primato di Siena a livello nazionale tra le piccole città e Firenze settima tra le grandi. Tutte le altre città, ad eccezione di Grosseto annoverata tra le peggiori, sono nella media. A parte qualche eccezione si può notare anche una certa stabilità delle piste ciclabili e delle isole pedonali con Lucca (4°) e Firenze (7°).

 

Nei nostri centri urbani è la mobilità privata a farla ancora troppo da padrona e ad ostacolare la diffusione di modalità di trasporto più leggere, sostenibili e integrate con i mezzi pubblici. A dimostrazione di ciò basta guardare i numeri legati alle modalità di spostamento in ambito urbano e alle auto circolanti. Per quel che concerne gli spostamenti privati motorizzati, il modal share, è ancora una realtà da migliorare. Abbiamo dati solo di cinque capoluoghi che vedono in positivo Pisa (5°) con il 41% tra le città medie. Firenze (23°), tra le grandi con 59% mentre in negativo Livorno e Grosseto entrambe con l'80%.

Sono molte le città in cui la metà o più degli spostamenti privati vengono effettuati dai loro cittadini con mezzi a motore (auto o moto). A dimostrare invece come sia ancora lontano un livello minimo di qualità e pianificazione ci sono diversi capoluoghi in cui questa percentuale è uguale o maggiore al 75%. Per le auto circolanti in media confermano sostanzialmente i dati dello scorso anno. Ad eccezione di Firenze (4°) che viene annoverata tra le grandi città migliori e Livorno (8°), le altre superano la soglia delle 60 auto ogni 100 abitanti e sono tutte a metà o fine della lista. Ancora peggio per i motocicli ogni 100/ab dove con qualche piccola eccezione il resto sono tutte da bollino nero. Tranne che per Pistoia, altissimo e allarmante anche il tasso incidentalità stradale in quasi tutte le città toscane nello specifico a Lucca dove il numero delle vittime è di 10 ogni 100 abitanti.

 

Dati lievemente incoraggianti ma ancora molto lontani da livelli ottimali arrivano dal solare termico e fotovoltaico: tra le migliori città Massa (3°) con circa 30 kW/1.000 ab. Terza città nella classifica nazionale per l'indicatore sulle energie rinnovabili che si concentra quest’anno sulla diffusione del solare termico e fotovoltaico in strutture pubbliche e rappresenta la componente principale dell’area tematica energia.

 

Per info sul rapporto Ecosistema Urbano 2015 (dati 2014) www.legambiente.it

 

Ufficio Stampa Legambiente Toscana Katia Rosanna Rossi 055-6810330

 

 

CLASSIFICA FINALE “ECOSISTEMA URBANO” – XXII edizione

 

 

Pos.

Città

 

Pos.

Città

 

Pos.

Città

 

1

Verbania

82,75%

36

Pisa

56,20%

71

Pistoia

47,46%

2

Trento

76,39%

37

Brindisi

56,16%

72

Trieste

46,74%

3

Belluno

73,89%

38

Piacenza

55,89%

73

Imperia

46,65%

4

Bolzano

73,21%

39

Modena

55,86%

74

Ragusa

46,33%

5

Macerata

71,32%

40

Asti

55,79%

75

Grosseto

45,63%

6

Oristano

70,20%

41

Bergamo

55,70%

76

Enna

45,53%

7

Sondrio

68,98%

42

Treviso

55,69%

77

Alessandria

45,30%

8

Venezia

67,42%

43

Firenze

55,65%

78

Monza

45,28%

9

Mantova

66,83%

44

Chieti

55,59%

79

Brescia

45,25%

10

Pordenone

65,41%

45

Como

55,33%

80

Potenza

43,97%

11

Cosenza

64,71%

46

Vicenza

55,14%

81

Pescara

43,86%

12

Parma

64,50%

47

Ascoli Piceno

54,85%

82

Taranto

43,24%

13

Cuneo

63,73%

48

Terni

54,46%

83

Roma

42,47%

14

Lecco

63,69%

49

Varese

54,34%

84

Torino

41,92%

15

Forlì

63,32%

50

Bologna

53,99%

85

Latina

41,69%

16

Udine

63,29%

51

Milano

53,92%

86

Isernia

41,65%

17

Biella

62,45%

52

Livorno

53,48%

87

Trapani

40,71%

18

Novara

61,75%

53

Campobasso

53,13%

88

Matera

39,79%

19

Reggio Emilia

61,54%

54

Benevento

53,11%

89

Lecce

39,28%

20

Gorizia

61,28%

55

Cagliari

53,08%

90

Napoli

38,87%

21

Rieti

61,26%

56

Foggia

52,90%

91

Caserta

36,67%

22

L'Aquila

61,03%

57

Ferrara

52,80%

92

Siracusa

33,47%

23

Pesaro

60,65%

58

Genova

52,53%

93

Viterbo

32,94%

24

Cremona

60,17%

59

Nuoro

52,18%

94

Frosinone

32,63%

25

Perugia

60,15%

60

Arezzo

51,38%

95

Caltanissetta

31,53%

26

Ravenna

60,14%

61

Lodi

51,35%

96

Massa

30,96%

27

Teramo

60,13%

62

Aosta

51,31%

97

Crotone

30,93%

28

Ancona

59,11%

63

Pavia

50,03%

98

Catanzaro

29,40%

29

Avellino

58,97%

64

Vercelli

49,74%

99

Reggio Calabria

25,02%

30

La Spezia

58,87%

65

Siena

48,97%

100

Catania

24,79%

31

Savona

58,57%

66

Bari

48,58%

101

Vibo Valentia

23,46%

32

Verona

58,36%

67

Salerno

48,42%

102

Palermo

23,30%

33

Rimini

56,85%

68

Lucca

48,14%

103

Agrigento

17,85%

34

Sassari

56,64%

69

Prato

48,05%

104

Messina

16,82%

35

Padova

56,25%

70

Rovigo

48,02%

 

 

 

 

Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano (Comuni, dati 2014)

Elaborazione: Ambiente Italia

N.B.: *

Le città di Agrigento e Vibo Valentia hanno inviato informazioni inferiori al 50% del totale dei punti assegnabili.

Pubblicato il29 ottobre 2015