Firenze si appresta a diventare smart city ma in Toscana tanto resta da fare


Ecco la mappa dell’energia verde e dell’innovazione nelle reti energetiche localiLegambiente: “Crescono gli impianti anche in Toscana, ora servono certezze per non fermare i progetti e per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio” Polveri sottili entro i limiti di legge, ma l’inquinamento acustico resta alto A Firenze da gennaio le soglie di Pm10 già 28 volte oltre la soglia

Firenze si appresta a diventare smart city, ma tanto resta ancora da fare in materia di innovazione ambientale e qualità della vita sia nel capoluogo regionale e, soprattutto, nelle altre città toscane: rifiuti, mobilità, politiche energetiche e gestione idrica delle risorse le maggiori criticità riscontrate dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Complici le condizioni meteo, invece a Firenze sono risultati entro i limiti di legge i risultati del monitoraggio sulle polveri sottili effettuato dal Laboratorio Mobile di Italcertifer. Sforati, invece, i livelli di inquinamento acustico, specie di notte.

Il bilancio finale della tappa fiorentina del convoglio ambientalista – dedicato quest’anno proprio al tema della “città smart”– è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente; Lorenzo Radice, responsabile politiche ambientali del Gruppo FS; Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana; Luca Ricciardi, responsabile Laboratorio Qualità dell’Aria di Italcertifer; Roberto Parri, responsabile Esercizio impianti geotermici di Enel Green Power.

Il monitoraggio è stato effettuato per 72 ore consecutive in via Masaccio, in corrispondenza del civico 78, dove i tecnici hanno analizzato la presenza di Pm10 che si è contenuta entro il limite previsto dalla legge di 50 microgrammi/metro cubo (µg/m3), con l’indubbia complicità delle condizioni metereologiche, come vento e pioggia, che hanno favorito la dispersione e l’abbattimento degli inquinanti atmosferici. Nelle prime ore del monitoraggio (dalle ore 1 alle 5 di domenica), invece, i livelli di Pm10 avevano costantemente superato la soglia di pericolosità, con un picco all’1 di 75 µg/m3. Un segnale preoccupante se si considera che secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”, nel 2012 Firenze è tra i tre i capoluoghi di provincia toscani (con Lucca e Prato) ad aver superato il tetto dei 35 giorni previsti dalla legge. Anche il 2013 si apre come un anno decisamente critico. In questi primi mesi, infatti, a Firenze già 28 volte è stata superata la soglia di pericolosità (stazione Mosse).

A differenza di quello atmosferico, invece, durante i giorni del monitoraggio del Treno Verde l’inquinamento acustico ha superato il limite consentito dalla legge, specie di notte, superando limiti di legge di circa 7dB(A) di notte e 4dB(A) di giorno . Decibel fuori controllo nei giorni del monitoraggio scientifico in via Masaccio che, nel piano di zonizzazione acustica, corrisponde alla zona IV (area ad intensa attività umana), essendo l’area fortemente urbanizzata, con edifici abitativi e con la presenza di attività commerciali. “I limiti previsti sono di 65 dB(A) di giorno e 55 dB(A) di notte, soglie che sono state sforate visto che il monitoraggio ha rilevato una media di 65,3, 68,5 e 68,8 dB (A) nelle ore diurne e 62,7, 61,1 e 59,4 dB(A) nelle ore notturne – dichiara Luca Ricciardi, responsabile Laboratorio Qualità dell’Aria di Italcertifer - Nonostante la crescente consapevolezza degli effetti altamente dannosi che genera l’esposizione al rumore sono ancora sporadiche le campagne di monitoraggio. A tal proposito, uno studio commissionato dal Ministero dell’Ambiente olandese all’istituto di ricerca indipendente TNO mette in risalto che l’inquinamento acustico prodotto dal traffico impatta sul 44% della popolazione UE e costa 326 miliardi alla sanità comunitaria. I danni provocati vanno dall’aumento della pressione fino ai problemi cardiaci, dall’ipertensione all’insonnia”.

 

“La commissione europea ha chiarato il 2013 Anno dell’aria, ma come dimostrano i dati dei superamenti di Pm10 l’emergenza smog a Firenze e in buona parte della Toscana è una realtà quotidiana - dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - I buoni risultati emersi dai rilievi di questi giorni non devono far abbassare la guardia, tanto più perché sono condizionati dalla situazione meteo. Un problema che va affrontato radicalmente: occorre infatti che gli enti locali promuovano finalmente la cosiddetta mobilità dolce, solo così potremo ottenere la riduzione di smog e rumore, in vista di un modello trasportistico più sobrio, equo e sostenibile. Purtroppo, invece, sembrano esserci sui temi ambientali due Toscane che viaggiano in maniera molto diversa. Lo dimostrano anche i dati di Comuni Rinnovabili. Da un lato abbiamo eccellenze, come quella di Grosseto che grazie all’impegno sul fronte dell’efficienza energetica, della riduzione dei consumi e delle emissioni di anidride carbonica, riesce a raggiungere importanti risultati di diffusione delle fonti rinnovabili nel territorio, dall’altro ci sono realtà che si muovono ancora con passi lentissimi. Lanciamo un appello affinché la crisi non sia presa come ennesima scusa per rallentare anche la conversione verso le nuove energie”.

Proprio la crescita della produzione rinnovabile ha permesso di sostituire quella da impianti termoelettrici, riducendo così anche le emissioni di CO2, con vantaggi per il clima ma anche economici. I Comuni rinnovabili ci insegnano che il futuro è già qui e che l’innovazione non si deve fermare.

“Le fonti rinnovabili - ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente e responsabile energia di Legambiente - stanno ridisegnando lo scenario energetico del nostro Paese, con risultati impensabili solo pochi anni fa in termini di diffusione e produzione a dimostrare come gli impianti  sono sempre più affidabili e competitivi. In un periodo di crisi, possiamo dire che almeno da qui arrivano buone notizie con un bilancio energetico che anche in Toscana oggi dipende meno dall’estero e diventa più pulito e moderno, avvicinando la produzione alla domanda di energia di famiglie e imprese. Dobbiamo dare certezze a queste prospettiva, con regole più semplici e incentivi, e ci sono diverse buone pratiche in questa regione che possono essere prese come esempio da cui partire: il progetto “Fabbriche di Energia” nella Valbisenzio che coinvolge aziende del tessile, imprese locali e enti per promuovere l’uso di impianti mini idroelettrici, fotovoltaici e a biomassa; la “Fattoria Eolica di Santa Luce” nel  Comune di Santa Luce, in provincia di Pisa, che con 13 aerogeneratori è il più grande della Toscana. Altro esempio è quello che coinvolge 20 famiglie  nel Comune di Follonica, che  dal 2010 vivono in appartamenti di  un condominio completamente auto sufficiente. Proprio sul fronte dell’efficienza energetica in edilizia, purtroppo, la Regione Toscana è indietro, con normative inadeguate, incapaci di spingere un processo di riqualificazione che potrebbe invece dare enormi benefici di risparmio energetico alle famiglie e creare dei presupposti per nuovi posti di lavoro”.

Su alcuni dei temi fondamentali per la realizzazione di una smart city (rifiuti, mobilità, acqua) c’è, però, ancora molto da fare anche in una regione in prima linea sul fronte ambientale come la Toscana. Sulla questione rifiuti, ad esempio, Firenze è tra i primi posti in classifica in Italia (4°) per la raccolta differenziata con il 40,1%, ma è ancora troppo lontana dalla soglia del 65% fissata dalla legge. Ancora troppi i rifiuti prodotti (663,1 kg/ab/). Anche negli altri comuni capoluogo la situazione è simile: Pisa, ad esempio, è agli ultimi posti (818,0 kb/ab/a) con percentuale di differenziata ancora ferma al 37 per cento. E’ ancora troppo bassa anche l’offerta del trasporto pubblico offerta ai cittadini del capoluogo toscano: i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente sono appena 44, rispetto ad esempio agli 83 di Milano, con 207 passeggeri trasportati per abitante ogni anno. In generale nel capoluogo toscano l’indice di mobilità sostenibile è appena sufficiente, con un punteggio di 61,4 (il massimo è 100 di Milano e viene calcolato tenendo in considerazione la presenza di autobus a chiamata, controlli varchi Ztl, presenza di mobility manager, car-sharing, pedibus/bicibus, ecc.). Massa tra le peggiori con 7 km e 12 passeggeri. La capacità di depurazione delle acque sembra essere un altro punto dolente per Firenze, terzultima in Italia, con il 72 per cento (Milano e Torino sono al 100%, Bologna al 99) e c’è ancora un 30 per cento di acqua dispersa nella rete. Pessimo il dato di Grosseto che ha una differenza tra l’acqua immessa nella rete e l’acqua consumata del 54% per cento (dati XIX Ecosistema Urbano di Legambiente).

 

 

LE ANALISI DEL LABORATORIO MOBILE QUALITÀ DELL’ARIA DI ITALCERTIFER
via Masaccio 78, nelle giornate del 24, 25 e 26 marzo 2013

Inquinanti monitorati

24/03

25/03

26/03

Limiti di legge

Pm10****

26

11

15

Limite giornaliero: 50
Superamenti annui consentiti: 35

Benzene **

1,5

1,5

 1,8

Limite medio annuo consentito: 5

Biossido di Zolfo****

1

0

 0

Limite sulle 24 ore: 125

Biossido di Azoto**

70

 38

61

Limite orario: 200

Monossido di Carbonio***

0,3

0,1

0,4

Limite giornaliero su otto ore: 10

Ozono**

80

 76

 76

Livello di attenzione: 180
Livello di allarme: 240


LEGENDA    ** microgrammi su metrocubo (µg/m3)    *** milligrammi su metrocubo (mg/m3   **** microgrammi su metrocubo (µg/m3) — media su 24h
La normativa: i limiti di legge degli inquinanti sono fissati dal DL n. 155 del 13/08/2010 e s.m.i.

L’INQUINAMENTO ACUSTICO

Via Masaccio, civico 78*

24/03

25/03

26/03

Livello equivalente continuo diurno (6-22) dB(A)

65,3

68,5

68,8

Livello equivalente continuo notturno (22— 6) dB(A)

62,7

61,1

59,4

*Classe IV di zonizzazione acustica (aree di intensa attività). I limiti previsti sono di 65 dB(A) di giorno e 55 dB(A) di notte

 

Tabella superamenti giornalieri del limite di 50 microgrammi al metrocubo di PM10 dei capoluoghi toscani, da inizio anno al 25 marzo 2013*

Comune

Centralina

Superamenti pm10

Firenze

Firenze-Mosse

28**

Scandicci

Fi-Scandicci

9

Viareggio

Lu-Viareggio

5

Carrara

Ms-Volombarotto

3

Montale

Pt-Montale

25

Pistoia

Pt-Signorelli

11

Prato

Po-Ferrucci

15

Arezzo

Ar-Repubblica

8

Capannori

Lu-Capannori

15

Pisa

Pi-Borghetto

15

Santa Croce sull’Arno

Pi-Santa-croce-Coop

8

*Elaborazione Legambiente su dati Arpat. La classifica prende come riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno) presente nella città. **Dato riferito di una centralina di rilevamento “traffico”

 

Comuni Rinnovabili 2013 di Legambiente – Toscana*

COMUNE

N_AB

solare fv

eolico

mini idro

geotermia

biogas

biomassa

% FER**

 

kW

kW

≤ 200 Kw

kW

kWe

kWe

kWe

 

AREZZO

349.651

141.726

1.800

2

6.112

0

1.474

2.105

16

GROSSETO

228.115

70.616

20.060

60

2.560

100.018

11.741

20.548

96

FIRENZE

998.343

74.170

13.689

143

4.530

146

5.908

1.550

44

LIVORNO

342.536

63.207

141

141

0

8

7.741

430

4

LUCCA

393.860

47.513

102

102

16.975

30

153

13.340

4

MASSA CARRARA

203.901

16.088

1

1

7.463

70

0

320

6

PISA

417.906

72.439

69.203

328

0

114.500

2.170

165

50

PISTOIA

293.112

29.375

50

50

16.868

0

2.349

612

10

PRATO

249.775

65.209

1

1

277

110

0

0

8

SIENA

272.641

60.379

0

0

0

93

7.691

5.089

10

*I dati in tabella non considerano la grande geotermia ** la percentuale è riferita ai consumi domestici

 

 

Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane

 

Main Partner: Enel Green Power

Partner: Renault, Renovo, Weber - Saint Gobain

Partner tecnici: Kubedesign, Demode by Valcucine

Media partner: Rds, La Nuova Ecologia

 

Si ringraziano l’Accademia delle Arti e Nuove tecnologie di Roma e il Museo A come Ambiente

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Pubblicato il03 aprile 2013