Il caso “Padule di Fucecchio”, tra criticità e potenzialità inespresse


Oggi, 2 febbraio, Giornata mondiale delle zone umideGli appuntamenti di Legambiente Toscana per salvaguardare i “serbatoi” di biodiversitàIl caso “Padule di Fucecchio”, tra criticità e potenzialità inespresseAvvistamenti di specie migratorie, visite guidate e trekking in suggestivi e incontaminati habitat naturali e ancora tante informazioni: sono solo alcune delle attività che Legambiente propone per celebrare la Giornata mondiale delle zone umide, che si festeggia in tutto il mondo il 2 febbraio di ogni anno.

Il tema dell’edizione 2012, così come deciso dal segretariato della Convenzione di Ramsar, soggetto promotore dell’iniziativa, è: “zone umide e turismo”. Un tema delicato ed importante perché lo sviluppo del turismo naturalistico è strettamente connesso alla salvaguardia del patrimonio ambientale e della biodiversità. Per il week-end del 4 e 5 febbraio Legambiente, grazie ai suoi circoli e alle aree della rete “Natura e Territorio”, organizza una serie d’iniziative per tutelare questi eccezionali “serbatoi” di biodiversità, sensibilizzando ed informando i cittadini sull’importanza di questi ecosistemi. Ricco il programma della Toscana, con una passeggiata ecologica sui Colletti di Veneri (Circolo Valdinievole), un’escursione nella Riserva Naturale di Bosco Tanali e nel Padule di Bientina (Circolo Valdera) e visite guidate nella Riserva Naturale Provinciale di Diaccia Botrona, nell’Oasi Lago di Burano e nel Lago dell'Accesa, organizzate per il 4 e 5 febbraio dal Circolo Festambiente di Rispescia (GR).

"Si parte da una vertenza esemplare come quella che ci vede impegnati per il Padule di Fucecchio, per chiedere alle autorità competenti la tutela e la promozione di una delle aree umide interne più importanti di Europa. Un grande serbatoio di biodiversità e un luogo simbolico per declinare lo sviluppo sostenibile e quel turismo verde, che è esattamente l’antipode culturale del turismo mordi e fuggi - dichiara il Presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza - Lo stato della tutela del Padule è, infatti, assolutamente al di sotto delle condizioni minime dettate dal rispetto delle normative nazionali e comunitarie, e non è ammissibile che nell’area umida più vasta ed importante della Toscana, la parte veramente protetta dalle due province (di Pistoia e di Firenze) sia una percentuale irrisoria. Per questo chiediamo l’ampliamento di queste aree, in vista di una fruizione improntata ad una maggiore tutela e alla valorizzazione delle attività  turistiche ed educative".
   
Ed è proprio di questo che si è discusso, stamane, nella conferenza stampa organizzata da Legambiente, che ha visto la presenza del suo presidente regionale Fausto Ferruzza, del presidente del circolo Legambiente Valdinievole Maurizio Del Ministro e del presidente del circolo Empolese Valdelsa Stefano Busoni.

Con una nota indirizzata all’assessore all’Ambiente della Regione Toscana Annarita Bramerini Legambiente nei giorni scorsi ha inteso evidenziare alcuni elementi ritenuti assai critici, nell’ambito della conduzione del Progetto per la riorganizzazione del sistema della depurazione delle acque in Valdinievole. Nello specifico, sugli interventi previsti nel progetto “Misure ed interventi per la salvaguardia e tutela del Padule di Fucecchio”, con i quali si impegnano i 5 milioni stanziati dalla Regione Toscana per opere di rinaturalizzazione del Padule di Fucecchio, che secondo l'associazione ambientalista risultano complessivamente inadeguati ed in parte significativa non congruenti con le finalità prestabilite dall’accordo.

Il rilievo principale che si esterna nella lettera è la mancanza nel progetto di misure volte a favorire l’ampliamento delle aree protette. L’acquisto di questi terreni non è contenuto o è ridotto ai minimi termini, né conseguentemente sono previste le opere di ripristino in parola. Un'altra contestazione è relativa al fatto che nel progetto mancano professionalità specifiche nell’ambito dell’ecologia della conservazione. La progettazione è stata effettuata da personale tecnico del Consorzio di Bonifica, in assenza di specifiche professionalità nell’ambito delle scienze biologiche e dell’ecologia della conservazione. Di conseguenza, alcuni interventi, benché opportunamente indirizzati alla mitigazione delle condizioni di sofferenza idrica estiva, presentano elementi progettuali del tutto inadeguati rispetto alle necessità alla tutela dell’ecosistema locale. Inoltre, Legambiente stigmatizza l’errata localizzazione del depuratore e la proposta di riduzione della ZPS. Legambiente, con altre associazioni ambientaliste, ha a lungo sostenuto l’idea che l’individuazione del sito del nuovo depuratore dovesse avvenire principalmente sulla base di elementi di natura tecnica. Così non è stato e la localizzazione individuata dal Comune pone serie difficoltà attuative ed oneri economici molto pesanti. Ed infine, vi si sviscera la questione dell'inadeguatezza dei regolamenti venatori relativi alle aree contigue delle riserve naturali locali.

Ma Legambiente non si limita alla denuncia e alla critica. Soprattutto propone. Per questo oggi rilancia quel piano di fruibilità del Padule presentato nella primavera scorsa, alla presenza delle Province e dell'assessore regionale competente. Un piano molto concreto, volto all'implementazione delle aree protette e allo sviluppo di un turismo locale qualificato e sostenibile.

Proprio per salvaguardare e valorizzare le aree palustri e il patrimonio idrico di acqua dolce del Paese, bisogna impegnarsi, tutti, per promuovere la protezione e lo sviluppo degli habitat naturali e la loro flora e fauna, aumentandone la conoscenza e il livello di sensibilità, sviluppando in modo sostenibile il turismo e l’economia “verde” locale.




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Pubblicato il03 febbraio 2012