Le considerazioni di Legambiente sul Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità (PRIIM)


“In una stagione in cui i tagli governativi hanno minacciato e continuano a minacciare di azzerare il Trasporto Pubblico Locale toscano, e in particolare quello ferroviario, - dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - dobbiamo avere il coraggio di esigere un cambio radicale di strategia. L'inquinamento atmosferico e acustico dei nostri principali centri urbani, è strettamente connesso con l'insostenibilità del loro modello trasportistico. Alla Regione Toscana chiediamo di uscire dalla logica emergenziale del cosiddetto “gap infrastrutturale” da colmare e di concentrarsi, invece, tout court su un nuovo modello trasportistico”.

Legambiente pensa che debba essere promossa una svolta nel campo delle infrastrutture e della mobilità spostando nelle aree urbane - dove risiede maggiore domanda di mobilità - la priorità degli investimenti infrastrutturali e che debba essere data un’attenzione centrale agli spostamenti a trasporti a propulsione umana (piedi, bici), che debbano essere promossi i trasporti versi i territori di qualità e abbandonate alcune grandi opere, ambientalmente dannose quanto economicamente insostenibili.

 

A tal proposito,  la cura consiste in una serie di proposte per una mobilità “dolce” e sostenibileLe proposte : Legambiente Toscana ha fatto della mobilità su ferro nell'area metropolitana un punto centrale della sua azione negli ultimi anni. Si chiama Tram Treno della Piana l’idea-progetto che Legambiente Toscana ha lanciato insieme al nuovo gruppo di lavoro Labmob, da poco costituito. L’idea-progetto prevede, in fasi succesive, d'irrorare di nodi trasportistici su rotaia, l'intera Piana Metropolitana Fi-Po-Pt. Per questo è importante “La Toscana prende il tram”, un co-finanziamento di studi di fattibilità di linee tramviarie per la città metropolitana e per il sistema urbano Pisa-Livorno; “Quartieri car free” co-finanziamento di 3 progetti pilota all’interno di aree urbane maggiori di 50.000 abitanti ai fini della moderazione del traffico e della promozione di best practices di quartieri di qualità attrezzati per la mobilità dolce; “Toscana ciclabile 2020” un sistema ciclabile regionale basato su 4 componenti fondamentali; “ciclopiste”, “autostrade delle bici” nelle aree metropolitane e nelle grandi aggregazioni urbane di pianura, sistema di ciclostazioni e strutture per l’intermodalità e la sosta protetta, bike sharing regionale che valorizzi le capacità tecnologiche presenti nei poli di ricerca toscani. Lo Sviluppo di una politica della sicurezza stradale conforme ai principi della “visione zero”, per ridurre in modo sensibile il numero di morti e feriti gravi sulle strade tramite moderazione e limitazione del traffico con zone 30, isole ambientali e zone “traffic calming”.“Territori slow” un progetto che sviluppi due assi di creazione/potenziamento: dell’info-rete delle infrastrutture di collegamento verso i piccoli comuni connessi a territori e/o produzioni di qualità. Infine, occorre affrontare di petto la questione annosa della sostenibilità del trasporto merci.

 

Anche la Toscana, dunque, deve intervenire sulle conurbazioni urbane (città metropolitana e il sistema urbano Livorno – Pisa) con il rilancio di precise politiche per la mobilità sostenibile attraverso integrazione tra politiche della mobilità e politiche della sosta. Per Legambiente questo è possibile attraverso l'attuazione di progetti come  la Gestione unica di trasporto pubblico regionale del servizio metropolitano su ferro e di integrazione con un sistema regionale della sosta; l'Autorità regionale per i trasporti con funzioni di regolazione, controlli e sanzioni nel TPL. Ma anche attraverso dei NO e dei SI molto chiari.  NO alla Bretella Prato-Lastra a Signa, dannoso per l’ambiente e ormai non più competitivo sul piano funzionale e socio/economico; NO alla pista parallela convergente dell'aeroporto di Peretola, che segnerebbe fatalmente la fine del Parco della Piana; NO alla terza corsia della Fi-Pi-Li, SI alla sua messa in sicurezza (con corsia di emergenza); SI alla piattaforma logistica, ma puntando soprattutto sull’interporto di Guasticce (Collesalvetti) e utilizzando Gonfienti con una funzione più lòocale; rafforzando, quindi, la logistica e il trasporto intermodale cabotaggio-ferrovia (Porto di Livorno-interporto di Guasticce) per ridurre i consumi energetici nel trasporto merci su gomma.

 

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Pubblicato il20 febbraio 2013