Legambiente su convegno al Senato "Delitti contro l'ambiente"


Legambiente: “La Camera approvi subito e senza modifiche il Ddl sui reati ambientali come auspicato anche dal Presidente del Senato, dai ministri Galletti e Orlando, dal Presidente Ferranti e dal Presidente Bratti”

“Le parole pronunciate questa mattina dalla seconda più alta carica dello Stato su un’approvazione rapida e definitiva del Ddl ecoreati, ci lasciano ben sperare. Lo stesso sugli interventi dei ministri dell’ambiente Gian Luca Galletti, della giustizia Andrea Orlando, del presidente della commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti, e del presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti, Alessandro Bratti, che vanno nella stessa direzione di Pietro Grasso.Si tratta di una riforma di civiltà che aspettiamo da vent’anni e che non può essere più rimandata, perché solo fermando gli ecocriminali si potrà tutelare in maniera concreta l’ambiente, la salute dei cittadini, l’economia sana del Paese e tutte quelle imprese oneste che subiscono concorrenza sleale. Fino ad oggi nel contrastare le ecomafie abbiamo combattuto senza gli strumenti adeguati, ora le cose stanno finalmente per cambiare: se la Camera approvasse definitivamente il Ddl che introduce i reati ambientali nel codice penale il Paese avrà un fondamentale strumento per contrastare la criminalità organizzata, per aiutare la magistratura e le forze di polizia nel loro lavoro, ed evitare che si ripetano altri disastri come quello della Terra dei Fuochi e casi di ingiustizia impunita”, ha dichiarato Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente presente ieri al convegno "Delitti contro l'ambiente. Prospettive di una riforma attesa" organizzato al Senato.

 

“Come Legambiente, insieme a Libera e alle 23 associazioni che hanno sottoscritto l’appello “In Nome del popolo inquinato”,  abbiamo seguito passo dopo passo il lungo e difficile iter di questo Ddl - ha aggiunto Ciafani - e avremmo voluto che alcuni passaggi all’interno del testo normativo fossero migliorati. Siamo però consapevoli che ulteriori rinvii per introdurre modifiche farebbero tornare il provvedimento al Senato in quarta lettura con il rischio concreto di vederlo affossare definitivamente, per la gioia di coloro che hanno fatto ostruzionismo o che non vedono di buon occhio il testo. Per questo preferiamo che il Ddl sia approvato in modo definitivo in terza lettura alla Camera e chiediamo ai deputati di votarlo senza cambiare #neancheunavirgola rispetto a quello licenziato al Senato lo scorso marzo”.

 

 

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Pubblicato il24 marzo 2015