VERSO UN NUOVO “PIANO REGIONALE RIFIUTI”


Legambiente commenta: L’anello mancante per la Toscana è una pianificazione efficace e al passo con i tempi

 

Legambiente plaude all’iniziativa politica di Sinistra Italiana, che con una mozione ha chiesto e ottenuto dal Consiglio Regionale della Toscana di avviare le procedure per un nuovo PRB, il Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati.

Non è esatto dire che il Piano in vigore ponesse obiettivi irraggiungibili al 2020, ma piuttosto riteniamo che gli strumenti necessari per traguardare quegli obiettivi non fossero i più adeguati. – lo dichiarano Fausto Ferruzza e Mariarita Cecchini, rispettivamente Presidente e Responsabile del settore rifiuti di Legambiente Toscana - Cominciare con il mettere in discussione gli impianti in programma, ammettere che l’eccedenza di infrastrutture di trattamento dei residui indifferenziati è un aspetto centrale, ed esige una concentrazione di sforzi per prevenire, ridurre, riciclare, che auspichiamo siano posti al centro del nuovo Piano. Manca infine colpevolmente, nel Piano vigente, la promozione del riutilizzo dell’acqua, altra risorsa preziosa troppo spesso trascurata”.

La politica europea svolgerà un ruolo fondamentale, permettendo di realizzare gli investimenti necessari a migliorare la gestione dei rifiuti e sostenere l’applicazione della corretta gerarchia. L’attuale programma di finanziamento (2014-2020) subordina i nuovi investimenti alla conformità dei piani di gestione dei rifiuti predisposti dagli Stati membri per raggiungere i rispettivi obiettivi di riciclaggio. L’aumento del Riciclo è spesso ostacolato dall’incapacità amministrativa, dalla mancanza di investimenti nelle infrastrutture per il riciclaggio e dal ricorso insufficiente a strumenti economici di incentivazione delle filiere industriali delle materie prime seconde.

Se vogliamo stare dentro i nuovi paradigmi dell’Economia Circolare, dobbiamo adeguare i nostri strumenti: un nuovo Piano, avanzato, innovativo, lungimirante è proprio ciò che ci vuole – concludono all’unisono Fausto Ferruzza e Mariarita Cecchini.
 

Ufficio Stampa di Legambiente Toscana

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Pubblicato il28 aprile 2017