Rapporto Cave


4700 cave attive e 14mila abbandonate: si scava troppo e la strada del riciclo è ancora lontana. Legambiente presenta gli impatti economici e ambientali delle attività estrattive nel territorio italiano 

La sfida dell’economia circolare riguarda anche al mondo delle attività estrattive, perché è possibile ridurre il prelievo di materiale e l’impatto delle cave nei confronti del paesaggio, dare una nuova vita ad una cava dismessa e percorrere la strada del riciclo degli aggregati.

A dimostrarlo sono tanti paesi europei che hanno deciso di puntare sul riciclo degli inerti, ma anche diversi esempi italiani anche se per l’Italia la strada è ancora lunga e in salita. Nella Penisola si continua a scavare troppo e con impatti devastanti sull’ambiente (dalle Alpi Apuane alle colline di Brescia, da Trapani a Trani) e la strada del riciclo, malgrado la spinta delle Direttive europee, è ancora molto indietro. 

È quanto emerge dal Rapporto Cave di Legambiente, che dal 2009 effettua un monitoraggio della situazione delle attività estrattive, e scatta una fotografia puntuale sui numeri e gli impatti economici e ambientali, delle regole in vigore nelle diverse Regioni, individuando anche le opportunità che esistono puntando sull’economia circolare. Cominicato stampa>>

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APPROFONDIMENTI

Capitolati recycle

 

Le edizioni precedenti del Rapporto Cave (pdf)

edizione 2014

edizione 2011

edizione 2009

edizione 2008

 

 

Pubblicato il14 febbraio 2017